L’odio su Facebook e Twitter e l’anonimato collettivo

RASSEGNA FLP: materiali da testate generaliste su Freud, Lacan, la psicoanalisi

Dalla ragazza malata ai personaggi famosi colpiti da qualche problema di salute: social network e siti si riempiono di insulti e attacchi che giungono ad augurarsene la morte. Ecco perché il Web, smantellando la nostra comunità di riferimento quotidiana, ha cambiato fattezze all’espressione dei sentimenti

di Simone Cosimi, vanityfair.it, 8 gennaio 2014

In molti parlano dell’anonimato in Rete. Dicono, più o meno: «Vedete, ormai coi social chiinsulta ci mette foto, nome e cognome. Quindi quello era un falso problema: ora siamo tutti riconoscibili e individuabili eppure la valanga non si ferma. La ragione di un fenomeno del genere, che vive nella società, non si nasconde dunque nella Rete». Questo il punto di partenza.   Teniamolo a mente. Intanto, però, una premessa. Il tema del dibattito è la nefasta valanga di insulti, malefici più o meno assortiti e nefasti auspici vomitati principalmente su Facebook, Twitter

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