RENZI MINI-CAIMANO AL SENATO (Fabrizio d’Esposito).

Triskel182

Le coperture

IL PREMIER INCARICATO ANNUNCIA ALL’AULA, A CUI CHIEDE LA FIDUCIA, CHE LA FARÀ FUORI POI, CON LO STESSO TONO, LANCIA IL PROPRIO PROGRAMMA: “SE PERDIAMO È SOLO COLPA MIA”.

L’immagine più efficace arriva dai banchi di Forza Italia, orfani del Condannato decaduto. Matteo Renzi parla ormai da trenta minuti e i senatori azzurri sono ancora assorti, chi a braccia conserte, chi con le mani sul banco davanti. Le loro facce sorprese è come se esclamassero: “Finora uno così ce l’avevamo noi, adesso sta dall’altra parte”. Il Renzi primo tenta di incantare il Senato con un discorso sì berlusconiano, ma con quella noia da effetto Valium tipica dei democristiani alla Forlani. Una bestia strana, surreale. Un estraneo, non un marziano, che inizia in “punta in piedi” e fa l’orecchiante dalla memoria strepitosa per più di un’ora.  

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